0

Scopri un segreto di coaching pressoché sconosciuto e al contempo fenomenale

Segreto di coaching PNL main

Lo sapevi che un segreto di coaching pressoché sconosciuto è utilizzare lo spazio durante la sessione?

Utilizzare lo spazio in modo appropriato infatti può aiutare il tuo cliente a risolvere i suoi problemi.

In questo articolo abbiamo visto come iniziare una sessione di coaching in maniera straordinaria.

Le tue possibilità di condurre una sessione straordinaria non dipendono unicamente dal tuo stato, dalle domande che poni e dalle tecniche di PNL che usi.

Infatti, oltre a questi strumenti, ci sono anche numerosi altri elementi da considerare che potrebbero fare la differenza che fa la differenza tra un coach comune e uno straordinario.

Il segreto di coaching svelato

Oggi ti voglio quindi parlare di uno di questi elementi: lo spazio, il quale è un segreto di coaching da non svelare se vuoi fare la differenza rispetto ai tuoi concorrenti.

Lo spazio si può dividere in due grandi categorie:

  1. la prossemica: la prossemica è la disciplina che studia lo spazio e le distanze all’interno di una comunicazione e come queste influenzano la relazione.
    La prossemica, seppure molto importante, non è un grande segreto di coaching in quanto la conoscono pressoché tutti.
    A ragione di questo motivo ti sarà spiegata in un articolo successivo.
  2. lo spazio fisico – il segreto di coaching: per esempio il tuo ufficio, il bar, il parco, il sentiero in montagna, eccetera.
    Non lasciarti limitare dall’idea che lo spazio più idoneo per la sessione di coaching sia unicamente il tuo ufficio.
    Una gita in montagna con il tuo cliente, dove la vetta rappresenta metaforicamente il suo obiettivo di coaching e il cammino raffigura i passi da intraprendere per raggiungerlo è un metodo favoloso per aiutare il tuo cliente.

PNL Segreto di coachingLo spazio fisico è fondamentalmente il luogo dove avviene la sessione di coaching.

Non è mia intenzione discutere su come deve essere arredato l’ufficio in modo da favorire il cambiamento poiché non è il mio ambito di competenza.

La scopo di questo articolo è invece quello di svelarti questo segreto di coaching nei minimi dettagli e di fornirti importanti indicazioni relative alla gestione dello spazio fisico durante le tue sessioni.

Come utilizzare il segreto di coaching

Per ottenere risultati più veloci e duraturi nel tempo, abbino alle tecniche di coaching la fisiologia del cliente.

Ad esempio invito il cliente a stare in piedi e a modificare la postura in modo che questa sia potenziante oppure lo invito a camminare verso l’obiettivo per aiutarlo a identificare le risorse di cui necessita per raggiungerlo.

L’utilizzo dello spazio fisico ricopre quindi un aspetto importante e a volte è risultato essere fondamentale per la risoluzione della problematica del cliente.

Lo spazio fisico risulta essere un’ancora spaziale che può scatenare nel cliente stati, convinzioni, fisiologia e comportamenti più o meno appropriati durante la sessione di coaching.

Oltre a ciò, in alcuni spazi dove avviene la sessione di coaching, il cliente può sentire di possedere risorse potenzianti oppure depotenzianti.

L’abilità del coach è di, primo fra tutti, segregare correttamente gli spazi fisici in modo che questi supportino il cliente e secondariamente d’identificare eventuali spazi depotenzianti per il cliente.

Generalmente lascio scegliere al cliente dove lavorare, più precisamente è il cliente a indicare lo spazio dove vuole ancorare a livello spaziale:

  • la situazione attuale;
  • la situazione desiderata;
  • la terza posizione (posizione neutra o di advisor);
  • il presente, il passato e il futuro;
  • gli ostacoli;
  • le risorse;
  • eccetera.

Il mio ruolo è unicamente quello di valutare l’esistenza di sufficiente spazio tra una posizione e l’altra in modo da evitare che un’ancora spaziale influenzi l’altra.

Oltre a ciò assicuro la migliore vista per il cliente.

Per vista intendo che cerco di evitare che il cliente scelga una posizione proprio di fronte a un muro specialmente nel momento in cui egli deve effettuare delle visualizzazioni.

Il muro, oltre che a essere una barriera fisica, potrebbe rappresentare barriera mentale inconscia che impedisce la corretta visualizzazione.

Quello che vale per il muro vale anche per il coach: nei processi di visualizzazione e nelle varie tecniche di coaching il coach non si deve mai trovare di fronte al cliente, ad eccezione di qualche caso.

Per saperne di più in merito alla posizione preferibile del coach durante le sessioni ti rimando nuovamente all’articolo sulla prossemica.

Un esempio del segreto di coaching in atto

Vediamo un esempio di come utilizzo il segreto di coaching con i miei clienti.

Supponiamo una situazione di coaching molto semplice che prevede unicamente i seguenti elementi:

  • la situazione attuale – SA;
  • la situazione desiderata – SD;
  • la terza posizione percettiva – 3P;
  • il futuro per eseguire il future pace – FP.

La guida del cliente può avvenire in questo modo:

  • Coach: Per eseguire questo processo di coaching t’invito a identificare nello spazio a disposizione un luogo che rappresenta la situazione attuale o il tuo problema.

Una volta che il cliente indica la zona della SA la puoi segnalare con un post it o un oggetto.

Per fare questo utilizzo generalmente dei piccoli sacchettini colorati e, anche in questo caso, è il cliente a decidere quale sacchettino colorato utilizzare.

Una volta identificata la SA, puoi proseguire con gli altri spazi:

  • Coach: Ora t’invito a indicare una spazio che rappresenta la situazione desiderata, ossia il tuo obiettivo.

A dipendenza dello strumento di coaching che vuoi utilizzare assicurati che tra la SA e la SD ci sia almeno 2 metri di spazio in modo che l’ancora spaziale presente in SA non influenzi la SD e viceversa.

In questo modo si crea quindi una linea retta tra i due punti SA e SD, questa linea può anche rappresentare il presente e il futuro.

In tale modo proseguendo nella direzione del futuro puoi identificare la zona FP, ossia un momento non specifico nel futuro successivo al raggiungimento dell’obiettivo.

Generalmente la zona FP non la faccio indicare al cliente, bensì lo invito a fare un passo in avanti dalla SD, spiegandogli che il passo significa lo spostarsi avanti nel tempo in una data successiva al raggiungimento del suo obiettivo.

Infine, puoi fare indicare al cliente lo spazio 3P:

  • Coach: Infine t’invito a identificare nello spazio a disposizione un luogo che rappresenta la terza posizione, ossia un luogo dove non penetrano le emozioni e tu puoi essere un Advisor indipendente di te stesso.

Una volta identificati gli spazi cerca di utilizzarli come segue:

  • SA: in questo spazio discuti con il cliente la situazione attuale.
    È molto probabile che calibrerai nel cliente una fisiologia e uno stato del cliente depotenzianti, delle convinzioni limitanti e scarsità di risorse disponibili per raggiungere l’obiettivo.
  • SD: in questo spazio il cliente descrive la situazione desiderata, come il cliente vede la sua vita senza il problema, cosa comporta la risoluzione del problema, eccetera.
    A differenza della posizione SA, in questa posizione potrai calibrare una fisiologia, uno stato e delle convinzioni potenzianti.
    Il cliente dovrebbe essere inoltre più consapevole delle risorse che già possiede e che deve ancora ottenere per muoversi da SA a SD.
  • 3P: utilizza questo spazio per spiegare al cliente lo svolgimento della tecnica, per discutere di aspetti non relativi alla SA e alla SD e come luogo dove il cliente valuta se stesso in terza posizione percettiva.

Segreto di coaching programmazione neuro linguistica

Nell’immagine sono raffigurate le tre posizioni:

SA: raffigurato da un sacchettino di semi colore rosso, ho aggiunto uno smile triste di colore arancio per evidenziare meglio la posizione.

SD: raffigurato da un sacchettino blu e uno smile giallo.

3P: raffigurato da un sacchettino multi colore e dalla stella.

FP: come puoi vedere non ho indicato la posizione FP, allo stesso tempo ho previsto la spazio per il cliente per compiere almeno un passo avanti dopo la posizione SD.

Inoltre SD e FP sono proprio davanti alla finestra per facilitare la visualizzazione.

Essendo queste posizioni un’ancora per il cliente, basta che il cliente entri nello spazio per scatenare automaticamente tutte le caratteristiche relative a quella posizione.

Per passare da una posizione all’altra assicurati quindi di guidare il cliente a eseguire un break state.

Il brak state è fatto ponendo al cliente una domanda fuori dal contesto specifico della discussione in corso, ad esempio “Com’è il tuo numero di telefono al contrario?” e facendogli fare qualche saltello scuotendo le braccia e le gambe.

Certamente, come prevede la programmazione neuro linguistica, queste posizioni devono essere propriamente ancorate spazialmente, ci occuperemo di questo in un articolo futuro.

Fammi sapere come utilizzi lo spazio durante le tue sessioni di coaching commentando l’articolo oppure lasciando un post sulla pagina facebook di PNLpedia.

Inoltre scarica subito il corso gratis Vivi la tua vita in modo straordinario con la PNL e impara altre tecniche della programmazione neuro linguistica.

Corso gratis PNL - Vivi la tua vita in modo straordinario con la PNL

Fai la differenza che fa la differenza,

Simone

Share