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5 Principi dell’ipnosi che devi assolutamente conoscere

Principi dell'ipnosi - main

Esistono numerosi principi dell’ipnosi che devi assolutamente conoscere se non vuoi lasciare al caso il tuo successo d’ipnotizzare una persona, lascia che te li presenti.

Prima di questo però, voglio informarti che se sei interessato al mio corso gratuito Impara l’ipnosi in 3 semplici passi, puoi scaricarlo immediatamente e gratuitamente da qui:

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Bene, sono sicuro che se sei una persona che non vuole lasciare al caso il tuo successo di ipnotizzare una persona, vuoi scaricare il corso gratuito.

Torniamo quindi ai principi ipnotici di cui ti stavo parlando.

Se vuoi davvero imparare l’ipnosi, è importante che comprendi i principi ipnotici che ti permettono di ipnotizzare le persone e di fare in modo che l’ipnosi funzioni. Conoscere questi principi, è la base per affrontare con successo le situazioni che ti si presentano durante la tua pratica di ipnotista. Non conoscerli invece, significa, come ti dicevo, lasciare il tuo successo di ipnotista al caso, alla fortuna e unicamente in mano al tuo cliente.

I principi ipnotici sono numerosi e, in questo articolo, per facilitare il tuo apprendimento, ti parlerò unicamente di 5 principi fondamentali.

Questi sono nell’ordine:

  • Legge dell’effetto opposto [law of reversed effect]
  • Principio dell’approssimazione successiva [principle of successive approximation]
  • Principio dell’utilizzazione [utilisation principle]
  • Congruenza [Congruence]
  • Principio della convalida [principle of ratification]

Principi dell’ipnosi – Legge dell’effetto opposto

Il primo principio che ti voglio presentare, a dire il vero più di un principio, questa è una legge: la legge dell’effetto opposto.

Questa legge ipnotica è una di quelle che mi ha messo più in difficoltà nel mio lavoro di ipnotista. La legge dell’effetto opposto si basa essenzialmente sul fatto che, a volte, quando si incontrano dei blocchi nel processo d’ipnosi, più si insiste nel voler superare il blocco e meno il blocco diventa superabile.

Lascia che ti chiarisca questo aspetto con un esempio. Supponiamo che stai svolgendo una sessione d’ipnosi nella quale il cliente deve trovare un simbolo ipnotico. Per fare questo, guidi il cliente in un luogo di cambiamento inconscio e lo inviti a cercare questo simbolo. Il cliente, a questo punto, ti comunica che non vede nessun simbolo, magari vede solo nero oppure una sorta di nebbia fitta.

A ragione di questo motivo, tu inizi ad insistere perché vuoi che lui lo trovi. In questo modo anche il cliente inizia disperatamente ad insistere perché desidera assolutamente trovare il simbolo ipnotico. Questa insistenza, che può arrivare da entrambe le parti, ossia dall’ipnotista e / o dal cliente, attiva la legge dell’effetto opposto e più si insiste, meno si raggiunge il risultato desiderato.

La legge dell’effetto opposto è scatenata dal fatto che l’insistenza, dell’ipnotista e / o del cliente, mette in moto la mente conscia del cliente, la quale si attiva per soddisfare il desiderio di ottenere qualche cosa che è di totale competenza inconscia, nel nostro esempio immaginare il simbolo. Questa attivazione, allontana sempre più l’inconscio, il quale, sovrastato dalla mente conscia, non potrà scatenare il risultato desiderato.

Principi dell’ipnosi – Principio dell’approssimazione successiva

Principi-dellipnosi-StepBene, ora che hai compreso il primo principio, o nel nostro caso la prima legge, sei pronto a scoprire il secondo.

Il principio dell’approssimazione successiva fa generalmente riferimento ai fenomeni di trance profonda, allo stesso tempo ho notato che il suo rispetto è utile nella trance in generale. Il principio sostiene fondamentalmente che per fare in modo che un cliente manifesti un fenomeno di trance profonda, per esempio l’anestesia, l’amnesia, la catalessi di un braccio e così via, bisogna muoversi con piccoli passi in direzione del fenomeno ipnotico desiderato.

A ragione di questo motivo, per scatenare per esempio l’anestesia durante un processo d’ipnosi, si può guidare il cliente in questo modo:

  1. raccontare una storia di un amico che ha percepito il braccio completamente anestetizzato dopo essersi svegliato da una notte, durante la quale, ha dormito per più di 8 ore sdraiato sopra il braccio;
  2. raccontare una storia personale di come in seguito ad un’uscita in mountain bike, durante una fredda giornata d’inverno, i piedi si erano talmente “congelati” dall’aver perso completamente la sensibilità;
  3. chiedere al cliente di ricordare una situazione personale nella quale ha sperimentato un fenomeno simile a quelli descritti al punto 1-2 e farsela raccontare mentre è in trance;
  4. dissociare il braccio del cliente tramite la dissociazione ipnotica in modo che il cliente senta come se il braccio non sia più parte del suo corpo;
  5. scatenare l’analgesia, ossia la situazione in cui vi è la riduzione del dolore;
  6. scatenare l’anestesia, l’effetto di trance profonda desiderato.

Analisi del procedimento

Se analizzi questo procedimento, puoi notare che i punti 1 e 2 sono esterni alla realtà del cliente, sono delle semplici storie e le storie hanno la capacità di mettere il fattore critico in secondo piano. Attraverso queste storie stai preparando il cliente al fenomeno di trance profonda desiderato.

Il punto 3 è rivolto al rendere attento il cliente che questi fenomeni sono già capitati anche a lui nella sua vita, rendendoli così possibili anche per lui stesso. Il farteli raccontare inoltre, aumenta la probabilità che il fenomeno inizia a manifestarsi.

Il punto 4 è il primo passo verso il percepire l’assenza di dolore, guidando il cliente a dissociarsi dal suo braccio, successivamente il punto 5 è volto a scatenare la riduzione del dolore e il punto 6, quello finale, ha l’obiettivo di scatenare l’effetto di trance profonda desiderato, l’assenza totale di dolore.

Principi dell’ipnosi – Principio dell’utilizzazione

Fantastico, stai procedendo con passi da gigante nel comprendere l’ipnosi, procediamo ora con il prossimo principio.

Il principio dell’utilizzazione è molto importante, non solo in ipnosi, ma anche nel coaching e nella comunicazione in generale. Personalmente mi piace suddividere questo principio in due sotto principi. Scopriamoli assieme.

La mappa non è il territorio

Uno dei presupposti della PNL è “la mappa non è il territorio”. Questo significa che il tuo modo di interpretare il mondo non è quello delle altre persone e quello delle altre persone non è il tuo. Il tuo cliente quindi, a causa di questo presupposto, utilizzerà:

  • un determinato linguaggio e specifiche parole chiave, generalmente legati al senso della vista (visivo), dell’udito (uditivo) o delle emozioni e del tatto (cinestetico);
  • specifici gesti, anche questi legati alla vista, all’udito o alle emozioni / tatto;
  • specifici meta-programmi, programmi della mente che gestiscono i comportamenti, il modo di pensare e le emozioni;
  • avrà specifici valori e convinzioni che determinano la sua mappa del mondo e quindi quello che ritiene giusto o sbagliato, buono o cattivo, vero o falso e così via.

Tutto questo fa in modo che ogni cliente è unico e deve essere trattato come tale, aggiustando la tua comunicazione e le tecniche che usi alla sua realtà.

Per spiegarti questo voglio raccontarti un breve aneddoto relativo all’esperienza di Milton H. Erickson con una cliente. L’ipnoterapista non riusciva a ipnotizzare la cliente e dopo numerosi tentativi non andati a buon fine chiese alla cliente che cosa avrebbe dovuto fare per ipnotizzarla. La cliente rispose che stava attendendo che Milton H. Erickson estraesse il pendolino. A questo punto l’ipnoterapista, per assecondare la mappa del mondo della cliente, ossia in questo caso le sue aspettative, estrasse il pendolino e la cliente sprofondò immediatamente in trance.

Conoscere e utilizzare con arte la mappa del mondo del cliente e il suo linguaggio è un aspetto fondamentale per il tuo successo da ipnotista.

Usa quello che succede

La seconda parte di questo principio è relativa all’utilizzare quello che succede o quello che già succede.

Ogni sessione d’ipnosi è imprevedibile, così come ogni cliente. Questa imprevedibilità è dovuta a situazioni esterne al cliente oppure interne.

Per situazioni esterne intendo per esempio che durante la sessione suoni il telefono, qualcuno suoni il campanello della porta, un elicottero si soffermi proprio nel prato adiacente al tuo ufficio, un’ambulanza passi in strada con le sirene spiegate e così via.

Per situazioni interne intendo invece che un cliente possa per esempio sbadigliare, oppure rimane con gli occhi spalancati, oppure ancora fa dei movimenti improvvisi con il corpo, o magari ha le braccia che, da sole e senza averlo suggerito, iniziano a fluttuare nell’aria e così via.

A ragione di questi motivi, ossia che durante la sessione d’ipnosi accadono degli avvenimenti imprevedibili, gli script ipnotici, ossia leggere uno script preconfezionato ad un cliente, non hanno la stessa efficacia di una sessione personalizzata e in linea con il principio dell’utilizzazione. Inoltre, sempre a ragione di questo motivo, è possibile che una determinata tecnica funzioni perfettamente per un cliente, ma non abbia alcun effetto per un altra.

Un buon ipnotista è in grado di utilizzare la mappa del mondo del cliente e tutto quello che succede (elicottero) o quello che già succede (braccia che fluttuano) per facilitare la trance e il cambiamento del cliente.

Principi dell’ipnosi – Congruenza

Principi dell'ipnosi - congruenzaScoperto che l’utilizzazione è un aspetto fondamentale nella tua vita da ipnotista, lascia che ti parli di questo fondamentale aspetto relativo alla congruenza.

George Estabrooks, un pioniere dell’ipnosi, sosteneva, correttamente, che un soggetto in ipnosi, non realizzerà una suggestione ipnotica che l’ipnotista non crede che si realizzi.

Questo è davvero straordinario, non trovi?

Le convinzioni e i pensieri di una persona, si manifestano sia attraverso le parole, quello che dice, ma anche attraverso il linguaggio para verbale e non verbale. In altre parole, quello che una persona crede, è trasmesso nel modo in cui dice quello che dice.

Tutto questo è recepito dall’inconscio del cliente e, siccome il 93% della comunicazione è composta da linguaggio para verbale e linguaggio non verbale, se vi è un incongruenza tra quello che dici e il come lo dici, se non credi nel tuo cliente, o nella tecnica che stai utilizzando, questa incongruenza sarà rilevata dall’inconscio del cliente, causando così la non realizzazione della suggestione.

Se per esempio stai provando un’induzione rapida, ossia quel tipo di induzione che permettono di guidare una persona in trance in pochi secondi, e credi che la tecnica non funzioni, stai pure tranquillo che non funzionerà.

Principi dell’ipnosi – Principio della convalida

L’ultimo principio che ti presenterò in questo articolo è un altro principio fondamentale dell’ipnosi: il principio della convalida.

Le persone devono essere convinte di essere state in trance e del potere infinito della mente.

Un cliente che ha fatto un ottimo lavoro di cambiamento e che non crede di essere stato in trance, potrebbe rovinare tutto il lavoro della sessione.

A ragione di questo motivo, devi dimostrare con tutti i mezzi a tua disposizione, inclusi i convincitori (convincer) che il cliente è stato in uno stato di trance, altrimenti tutto il buon lavoro che hai svolto e che il cliente ha fatto in trance, risulta essere stato inutile.

Ricordati quindi di assicurarti di far comprendere al cliente che è in uno stato di trance. Per fare questo utilizza le tecniche che più preferisci, inclusi chiaramente i convincitori (convincer).

Ora, che hai capito alcuni principi dell’ipnosi che regolano la trance, magari vuoi davvero portare le tue conoscenze al livello successivo. Per fare questo scarica il mio corso gratuito Impara l’ipnosi in tre semplici passi. Inizia il corso ora e prendi in mano il tuo successo da ipnotista:

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Potrai raccontarci della tua esperienza ed ottenere ulteriori informazioni sull’ipnosi.

Ciao e fa’ la differenza che fa la differenza.

Simone

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