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Ipnotizzare una persona con la PNL: 4 metodi per farlo

Ti sei mai chiesto come ipnotizzare una persona con la PNL?

È possibile che non ci hai mai pensato oppure che ti sei detto, certo utilizzo il Milton model (Modello di Milton), ma sei sicuro che questo sia il metodo più semplice, efficace ed immediato?

Forse esistono altre tecniche per ipnotizzare una persona con la PNL, scopriamole assieme.

Prima di tutto è giusto chiarire un aspetto riguardante l’ipnosi.

L’ipnosi è uno stato naturale caratterizzato da focus elevato, generalmente interno.

Scoperto questo aspetto qualcuno potrebbe dirmi, beh ma allora molte delle tecniche della PNL sono ipnosi.

La mia risposta a questa affermazione è molto ericksoniana: that’s right, ossia proprio così.

Numerose tecniche della PNL portano il focus, di chi le sta utilizzando come beneficiario finale, all’interno, per esempio:

  • il map across;
  • l’integrazione delle parti;
  • lo swish;
  • eccetera.

Non conosci la PNL e le sue tecniche?

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Come ti dicevo l’esecuzione di numerose tecniche PNL necessitano che l’attenzione è focalizzata all’interno della propria mente o del proprio corpo.

Questo tipo di focalizzazione della propria attenzione all’interno crea le basi per fare in modo che l’ipnosi si manifesti.

L’ipnosi che si manifesta durante l’esecuzione queste specifiche tecniche di PNL ha, generalmente, un livello di profondità lieve.

Ora che hai capito che cosa caratterizza l’ipnosi o la trance, scopriamo come ipnotizzare le persone con la PNL.

Metodo #1 per ipnotizzare le persone con la PNL: Milton model

Durante la fase di modellamento della PNL Richard Bandler e John Grinder furono informati da Gregory Bateson dell’esistenza di un certo Milton H. Erickson.

Milton H. Erickson era un ipnoterapista che, secondo Gregory Bateson, avrebbe portato ulteriore valore al lavoro dei due ricercatori.

Richard Bandler e John Grinder decisero quindi di adottare nei confronti di Milton H. Erickson lo stesso approccio che avevano avuto con gli altri terapisti modellati, fra cui Fritz Perls e Virginia Satir.

Analizzarono così le sue registrazioni e i trascritti delle sessioni d’ipnoterapia e scoprirono quello che oggi è chiamato “il Milton model”.

I due ricercatori scoprirono che Milton H. Erickson faceva uso volutamente di un linguaggio molto vago.

Questo linguaggio era pieno di cancellazioni, generalizzazioni e distorsioni e faceva in modo che le persone non capivano bene di che cosa Milton H. Erickson stesse realmente parlando.

Grazie a questo linguaggio riusciva a creare uno stato di trance nel paziente.

Questo modo di comunicare fu codificato da Richard Bandler e da John Grinder in una serie di pattern.

Attraverso l’utilizzo di questi pattern è possibile ipnotizzare una persona in maniera manifesta, ossia che questa persona è consapevole che la stai ipnotizzando.

Inoltre, gli stessi pattern possono essere anche utilizzati in maniera nascosta.

In questo caso la persona non si accorge di essere ipnotizzata e crede unicamente che sta avendo una conversazione molto bella con te.

Nel primo caso la conversazione potrebbe essere la seguente:

Siediti sulla sedia con i piedi appoggiati al suolo e la schiena allo schienale. Prendi un bel respiro profondo e lascia che la tua mente si rilassa ora (comando nascosto). Ogni (universal quantifier) volta che espiri (cause-effect) ti senti rilassare sempre di più (comparative deletion) e ciò significa (complex equivalence) che la trance (nominalization) si sta sviluppando ora (comando nascosto). Lascia (unspecified verb) che il tuo corpo sia felice (selectional violation restriction) di rilassarsi e che la mia voce ti accompagnerà in questo viaggio di rilassamento (nominalization). 

Tra parentesi ho indicato alcuni pattern del Milton Model che sono presenti in questo breve testo.

Nel secondo caso invece, quello d’ipnosi nascosta, la conversazione potrebbe essere la seguente.

Sono sicuro (mind read) che nella tua vita hai già percepito il rilassamento (nominalization), non è così (tag question)? Rilassarsi infatti è molto importante (lost performative) e (cause-effect) permette al tuo corpo di rigenerarsi. Mi chiedo (embedded question) quanto ti stai rilassando ora (comando nascosto). È possibile che sei già totalmente rilassato (comando nascono) oppure (double bind) che sei solo un po’ rilassato…

Utilizzando il Milton Model puoi quindi indurre uno stato di trance nella persona con la quale stai parlando.

Ma come ti ho detto questo non è l’unico modo, scopriamo assieme gli altri.

Metodo #2 per ipnotizzare le persone con la PNL: Ancoraggio

Ipnotizzare le persone con la PNL

Nella programmazione neuro linguistica l’ancoraggio è una tecnica per stabilizzare uno stato.

La tecnica è basata sul concetto di stimolo-risposta o comportamento condizionato.

Questa stabilizzazione è ottenuta tramite l’associazione dello stato a un trigger, o in italiano a un detonatore o grilletto.

L’associazione permette di poter scatenare a comando lo stato ancorato e di conseguenza di accedere a questo specifico stato ogni volta che lo si desidera.

In maniera più semplice, l’ancoraggio è una tecnica che ti permette di scatenare a comando, ossia ogni volta che lo desideri, uno stato o emozione.

Siccome l’ipnosi è uno stato, questo può essere ancorato ad un trigger e scatenato nuovamente a comando.

Milton H. Erickson era abilissimo nel fare questo.

L’ipnoterapista calibrava costantemente lo stato in cui si trovava il suo cliente e, quando osservava dei segnali di trance, li ancorava attraverso una parola detta con un’intonazione particolare.

Successivamente, nel momento in cui Milton H. Erickson necessitava che il cliente accedesse ad uno stato di trance, scatenava l’ancora pronunciando la parola con lo stesso tono.

In questo modo richiamava lo stato di trance nel suo cliente.

Per ancorare uno stato, è necessario guidare la persona ad accedere allo stato che desideri scatenare a comando, nel nostro caso lo stato di trance.

Una volta che hai guidato la persona in questo stato, aspetta che questo raggiunga un’intensità significativa, attorno al livello 8 su una scala da 0 a 10.

Quando lo stato raggiunge questa intensità, puoi ancorarlo utilizzando uno di questi canali come trigger:

  • visivo, per esempio un gesto o un’espressione del viso;
  • uditivo, per esempio utilizzando un tono particolare della tua voce;
  • cinestetico, per esempio toccando la spalla del cliente.

Non appena noti che lo stato del cliente inizia a diminuire interrompi la fase di ancoraggio.

A questo punto sei pronto a verificare che la tua ancora è stata creata correttamente, per fare questo effettua nuovamente il trigger e valuta se lo stato si scatena nuovamente.

Se osservi che la persona accede allo stato ancorato, significa che l’ancora è stata creata correttamente e puoi utilizzarla ogni volta che lo desideri.

Metodo #3 per ipnotizzare le persone con la PNL: meta model

Cosa?

Sì lo so, al corso ti hanno insegnato tutt’altra cosa, il Milton model è il linguaggio astratto che guida le persone in trance, mentre il meta model, o in italiano meta modello, è il linguaggio della specificità che guida le persone fuori dalla trance.

Ebbene non è così.

O meglio non sempre è così.

Infatti il meta model è uno strumento della PNL che può essere utilizzato per ipnotizzare le persone.

Il meta model è una serie di domande che hanno l’obiettivo di specificare quanto una persona sta dicendo.

Queste domande recuperano le informazioni della realtà e della mappa del mondo della persona con la quale stai parlando, le quali sono state cancellate, generalizzate e distorte.

Ora, se conosci la PNL o l’ipnosi, potresti chiederti, in che modo il meta model causa la trance?

Questa, oltre che a essere una buona domanda, è anche una domanda del meta model.

Forse non lo sai ancora ma, uno dei metodi che puoi utilizzare per creare la trance è la rivivificazione.

Il concetto della rivivificazione si basa sul presupposto che più una persona deve rispondere in maniera dettagliata a domande relative ad una sua esperienza, più aumenta la probabilità d’installare questo stato nella persona.

Questo concetto si basa sul principio “where focus goes, energy flows”, ossia l’energia confluisce dove una persona focalizza la sua attenzione.

Non ti è mai capitato di raccontare una situazione del passato, magari di una situazione in cui una persona ti ha fatto arrabbiare oppure di una situazione che ti ha reso triste, e nel raccontarla hai percepito lo stato ad essa collegato?

Ecco lo stesso vale per la trance.

Se hai una persona che è già stata in trance, ti basta rivivificare questa trance utilizzando il meta model e chiedendo i dettagli dell’esperienza passata: “Raccontami di una volta nella quale sei stato in trance… come è andata?”

La persona inizierà a raccontarti il cosiddetto dove, cosa, quando,…

Man mano che la conversazione continua, sposta l’attenzione del cliente dall’esterno all’interno, ossia ponendo domande relative a come si è sentita in quell’occasione e modificando la forma verbale al presente.

Supponiamo che il tuo cliente ti dica che era seduto sulla sedia ed era in trance, tu puoi chiedere: “Quindi sei seduto sulla sedia e sei in trance, … in che modo specificatamente sei in trance?”

Se conosci bene il Milton model avrai notato anche i comandi nascosti nella domanda del meta model.

Continua a porre queste domande che guidano il cliente ad accedere al ricordo di quell’evento.

Più informazioni relative all’esperienza interna riesci ad ottenere e più è elevata la probabilità che lo stato collegato all’esperienza si manifesti.

Metodo #4 per ipnotizzare le persone con la PNL:  tecnica Betty Erickson

Ipnotizzare le persone con la PNL - Betty EricksonIl Milton Model, l’ancoraggio e la rivivificazione potrebbero inizialmente apparire complesse per creare la trance.

Questa complessità iniziale, può sovraccaricare la mente conscia di chi utilizza la tecnica, arrischiando così, o favorendo a dipendenza dei punti di vista, di andare in trance lui stesso invece del cliente.

A ragione di questo motivo, e siccome ti sei impegnato a leggere fino a qui, voglio premiare la tua determinazione.

Ti voglio presentare un’altra tecnica, probabilmente una delle più semplici che leggerai in questo articolo, per ipnotizzare una persona con la PNL.

Questa è la tecnica di Betty Erickson, la moglie dello stesso Milton H. Erickson.

A dipendenza dei filoni di pensiero questa tecnica può essere parte della PNL oppure no.

Per effettuare questa tecnica ti basta innanzitutto guidare il tuo cliente a creare la visione periferica fissando un punto specifico per esempio su di un muro.

Successivamente guidalo ad allargare la visione fino a quando è all’incirca di 180 gradi.

A questo punto invitalo a notare 3 elementi visivi dell’ambiente, 3 uditivi e 3 cinestetici.

Successivamente riduci gli elementi a 2.

Ed infine riduci ancora gli elementi ad 1 per ogni sistema rappresentazionale.

Inoltre questi ultimi elementi devono essere interni, ossia immaginati o percepiti all’interno del copro.

A questo punto è molto probabile che il tuo cliente è in trance, pronto per una sessione d’ipnosi.

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Simone

 

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